Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(6×33)
Il lavoro nobilita l’uomo?

Raramente. Molto raramente.
Perché ci nobilitiamo – come esseri umani – solo nella nostra libera espressione creativa.
Dovunque esista un compito o uno scopo che non sia prefissato da noi, non vi è crescita.
Vi è adattamento alle aspettative ed agli scopi altrui o di un “mercato”.
E in questo – non si può negare – c’è lo sviluppo di enormi capacità e talenti.
Ma, che se non vengono orientati verso un proprio intento personale,
non ci portano a progredire come “anime”.
In questo mondo costruito sul debito e – di conseguenza – intorno al lavoro come “oggetto di culto”, non c’è più “tempo nostro”.
Che è il tempio del nostro “Zero”,
che è la casa della nostra creatività.
Ricominciamo dal “tempo nostro”,
riconquistandolo piano piano,
metro per metro.
Con intelligenza, saggezza e determinazione.
E vediamo dove ci porta.

Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(5×33)
Educazione adattiva o educazione evolutiva?

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E’ il grande interrogativo di sempre.
Ed è la grande “battaglia” in corso.
Perché la società ha bisogno tanto di stabilità,
quanto di innovazione e cambiamento.
L’educazione adattiva ti insegna ad applicare per bene, ad analizzare e raggiungere l’obiettivo e del tuo codice binario valorizza l’ “Uno”.
L’educazione evolutiva crea le condizioni perché tu possa esprimere il tuo massimo potenziale creativo ed intuitivo e del tuo codice binario valorizza lo “Zero”. Ti insegna non solo a capire ma anche a “sentire” l’informazione, imparando a discernere ciò che ti rappresenta e a difenderti dalla manipolazione.

In un’epoca nella quale l’individuo è spesso fragile e confuso,
lo “Zero” è un ottimo “punto di osservazione”,
per capire meglio il Mondo che stiamo vivendo.

 

 

Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(4×33)
A proposito di “Zero” e di “Uno”.
Ma soprattutto di “Zero”.

Del nostro “codice binario” interno
(ne accenno qui: https://wp.me/p92tlW-78 ),
conosciamo bene la zona dell'”Uno”.
Un pò meno quella dello “Zero”.
Perché ne siamo facilmente distratti.
Perché le intuizioni che vengono da lì,
si corrompono al contatto con l’ambiente.
E diventano subito un’altra cosa,
più utile agli altri che a te.
Viviamo circondati da pensiero “comune”,
da convinzioni collettive,
che sono di tutti e di nessuno.
Politica, educazione, tecnologia,
comunicazione di massa, mercato.
Voci, parole, linguaggi diversi.
Eppure la sensazione di uno stesso “sapore”,
che ti allontana un pò da te.
Dal conoscerti meglio,
e dal prendere contatto con il tuo potere creativo.
Non c’è alcun complotto, né alcun progetto.
Semplicemente funziona così, da sempre.
Per dare a tutti la possibilità,
di cercare e trovare il proprio “Zero”.

 

 

Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(3×33)
Trompe l’Oeil

Cerco e trovo. Subito.
Anzi, trovo senza nemmeno cercare.
Perché Lui mi conosce,
così bene da anticipare i miei desideri.
Ricordandoli per sempre.
Per ripropormeli all’infinito,
fino a quando non siano esauditi.
Più cerco e più mi conosce.
E meglio mi conosce,
più mi rispecchia.
Così il mio Mondo divento Io.
E non c’è più nulla da scoprire.

 

 

Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(2×33)
L’altro sguardo.

“J’ai appris que le monde possède une Ame, et celui qui pourra comprendre cette ame comprendra le langage des choses”.

Matrix ti avvolge, senza che tu te ne accorga.
Evidente e nascosta, allo stesso tempo.
Più “ripeti” e più lei cresce.
Dentro e fuori.
E più ti impegni, più lei si rafforza.
Ma c’è uno sguardo nuovo, quando ti arrendi.
Un lumino che si accende e illumina una possibilità.
Quella di riscriverti ogni giorno.
Di stupirti di te.
Di osare dentro.
Per avventurarti fuori.

 

 

 

Via da Matrix: messaggi in bottiglia aspettando il nuovo anno.

(1×33)
Il codice binario che abbiamo dentro.

Siamo fatti di “Uno”. E siamo fatti di “Zeri”.
Siamo il nostro “Uno” quando pensiamo, progettiamo, costruiamo. Quando conquistiamo il nostro posto nel mondo. Siamo il nostro “Zero” quando semplicemente “stiamo”, divaghiamo, ascoltiamo e ci ascoltiamo. Quando creiamo, ci annoiamo in un tardo pomeriggio di Inverno, ci lasciamo stupire o cogliere alla sprovvista, quando stiamo lì – senza uno scopo – o aspettiamo in silenzio la fine di un tramonto.
Nel nostro “Zero” è custodita la nostra verità.
Nel nostro “Uno” la forza di realizzarla.
Né solo “Uno”, né solo “Zero”.
Da soli, una trappola.
Insieme, libertà.

 

Serata di Costellazioni Familiari

Le rappresentazioni sistemiche (meglio conosciute come Costellazioni Familiari) sono uno straordinario strumento di conoscenza di Sé e dei sistemi di cui facciamo parte (famiglia di origine, coppia, organizzazione lavorativa, rapporto genitori-figli). Attraverso il lavoro “costellativo” scopriamo i “principi” e le “forze” che regolano la nostra vita. Riconoscerle e comprenderle ci dà la straordinaria possibilità di rimettere le cose nel giusto ordine e al giusto posto, per vivere più liberi e più sereni.

Mercoledì 29 Novembre. Ore 19,30 c/o Aspic Via Sangallo 41 Milano.
Con Paola Gonella ed Enrico Giraudi.
Per informazioni e prenotazioni: aspicmilano@libero.it o tel. 02 70006555.

PRESENTAZIONE Serate Costellazioni -2017 – 1